Nei giardini Delfico
Articolo pubblicato in «Il Nuovo Abruzzo»,
Teramo, 17 luglio 1902
La Fontana delle Piccine in via Carducci a Teramo
in una fotografia di Michele Foschi, 1937-38.
Opera dello scultore Luigi Cavacchioli che la realizzò intorno al 1880
era addossata al muro di cinta del giardino Delfico
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Lunedì, nel teatrino dei giardini, fu serata a beneficio di Guido Napolitani, il bravo canzonettista e macchiettista teramano. Accorse un pubblico numeroso. Fu recitato dapprima Un signore che tocca tutto, scherzo comico in un atto, al quale presero parte i giovani: Napolitani, Catenacci, Buoni, Marini e Di Furia (i due ultimi in gonnella).
Il Napolitani quindi cantò le canzonette: Scattobbio; Così, così, così; Perchè?; È tre dda chiazza. Applauditissimo, dovè concedere anche la canzonetta Don Ciccì, che ha incontrato tanto successo.
Seguì una farsa abbastanza esilarante: Una scommessa fatta a Chieti e vinta a Teramo, recitata da Napolitani, Marini, Catenacci, Fraticelli, Di Furia, Quartapelle, Buoni, Palombieri, D'Angelo. Ancora una volta questi egregi giovinotti, appartenenti quasi tutti alla Società Ginnastica e diretti dal prof. Giuseppe D'Alessandro, dimostrarono la speciale attitudine che hanno alla recitazione e seppero soddisfare il pubblico che li applaudi calorosamente.
E con un'altra serie di canzonette, quali Mi suocera, Il Marchese, '0 spillone,'O cavaliere Speranza, il Napolitani chiuse la serata. Il Napolitani fu festeggiatissimo dal pubblico, che non finì dall'applaudirlo e chiamarlo al proscenio. Egli si recherà a Napoli per meglio perfezionarsi in questo genere di arte, per il quale ha una disposizione veramente meravigliosa. Gli auguriamo che i fati l'aiutino e possa incontrare fortuna.
In quest'ultima serata ai giardini si ebbe a deplorare, come anche nella serata precedente, la mancanza assoluta della banda.
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L'ingresso principale di palazzo Delfico a Teramo,
in una foto di Domenico Nardini del 1943