
FRANCO DI TIZIO
La Santa Fabbrica del Vittoriale nel carteggio inedito d'Annunzio-Maroni
di Paola Sorge
(già pubblicato in Sogno di una sera d’estate. D’Annunzio e il Cenacolo Michettiano, Chieti, Ianieri Editore 2004)
"Dopo una gita al Gran Sasso o dopo un periodo di intenso lavoro, gli artisti di Francavilla si recano spesso a far visita ai più cari amici e "compari" di Michetti: Simone e Vinca Sorge Delfico che abitano a Nereto, un paese operoso situato al centro della Val Vibrata, in provincia di Teramo.
Lui è un grande proprietario terriero ospitale e generoso che accoglie gli amici alla sua "mensa fiorita" rallegrata dal "vino di topazio e di rubino" e "illuminata magnificamente" dal sorriso della padrona di casa – parola dell’immaginifico d’Annunzio, subito conquistato dalla bella e raffinata Donna Vinca.
Alla giovane e nobile teramana discendente del filosofo illuminista Melchiorre Delfico, egli scrive una serie di lettere traboccanti ammirazione e seduzioni.
Ma l’opera di conquista del poeta, che raggiunge il culmine negli anni 1887-’88, non va proprio secondo le speranze del consumato dongiovanni.
Egli ammira Vinca sin da quando aveva sedici anni e seguiva con lo sguardo la sua figuretta sottile che usciva da Villa Delfico di Montesilvano - una villa inaccessibile al poeta, come tutte le dimore patrizie - e passeggiava lungo il litorale. "… Ero un fanciullo e camminavo lungo la riva del mare con la vaga speranza d’incontrarvi…" scrive il poeta a Vinca nel settembre 1888....

Sabato 28 ottobre (ore 10.00), all’Hotel Lago Verde di Sant’Omero, verrà presentato, in prima nazionale, il libro di Vito Salierno D’Annunzio e i Savoia (Editore Salerno).
I rapporti di Gabriele d’Annunzio (1863-1938) con i Savoia sono stati numerosi e di varia natura. Il poeta ebbe incontri significativi con il re Vittorio Emanuele III e instaurò una buona amicizia con il duca d’Aosta che, di fronte a d’Annunzio, giunse a dichiararsi pronto (e quindi complice), nel 1919, all’ipotesi di un colpo di Stato.