il Plutarco: l'Abruzzo dei libri

... dei periodici, delle fotografie, di Wikipedia e dei siti internet.


Una storia iniziata con "Le vite parallele" di Plutarco, primo libro d'Abruzzo,
stampato all'Aquila nel 1482 dal tipografo tedesco Adam de Rotweil.

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di che parliamo

Utente: accifst
"Il Plutarco" tratta dell'Abruzzo dei libri e dei periodici, del web e di Wikipedia; dell'Abruzzo illustrato e raccontato attraverso le immagini e le fotografie

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domenica, 01 febbraio 2009

Novità sui siti abruzzesi

Su Abruzzo in mostra, a cura di Federico Adamoli

è stata inaugurata un nuovo portale dedicato allìinformazione in Abruzzo

Abruzzo in mostra/informa

Su Abruzzo in mostra sono consultabili inoltre i 5 volumi di

Niccola Palma, Storia ecclesiastica e civile della città di Teramo,
5 volumi, Teramo, Angeletti, 1832 - 1836.


Sul sito De Filippis Delfico family web site è uscito

Luciana D'Annunzio, Note storiche sulla famiglia Paris.

 

Sul sito della famiglia Eugeni, a cura di Fausto Eugeni è iniziata la pubblicazione di

Genealogia della famiglia Eugeni, D'Eugenio, Di Eugenio

 

Insieme alla pagina introduttiva è stato pubblicato

l'Indice cronologico dei nomi compresi nell'albero genealogico Eugeni a partire dal 1715 ca

 

Su Delfico punto IT

è stata pubblicata una pagina di link ai siti abruzzesi di famiglia

postato da: accifst alle ore 20:18 | link | commenti
categorie: paris, dannunzio, de filippis delfico, adamoli, eugeni
giovedì, 23 novembre 2006

Serata danzante a palazzo Delfico: una nuova cronaca del 1879

presunto ritratto di rosa de filippis delfico
Presunto ritratto di Rosa De Filippis Delfico, 1885 ca.
(tratto da www.defilippis-delfico.it)

Cronaca Rosa
Vorrei avere la penna di Edmondo de Amicis o il plettro dorato di Alfredo de Musset e il pennello del mio amico della Monica per rendere degnamente le grate e soavi impressioni provate nel gran ballo degli artigiani al palazzo Delfico. Né l’una o gli altri però mi basterebbero, poiché non dovrei essere assonnato come sono, per le veglie delle scorse notti.
Non di meno proviamoci quanto più brevemente è possibile.
La festa è riuscita, sotto ogni aspetto, brillantissima, e l’ordine il più perfetto si è mantenuto dalle 9 pom. Di giovedì alle 7 ant. Di venerdì, ora in cui l’ultimo galop segnava la fine, non certo desiderata, della festa.
Circa cento coppie danzanti si dividevano il terreno delle due grandi Sali elegantemente addobbate. Il nostro bel sesso artigiano ha mostrato tutt’i tesori che racchiude, in forma di simpatici visini, di occhietti assassini, di capigliature morbidissime, di personcine leggiadre, di toilettes quanto semplici altrettanto ben indossate.
Alle 10 le danze erano già vivacissime. Le due sale erano dirette, l’una dal maestro Mannelli, l’altra dal sig. Natali.
Cominciano ad arrivare gli invitati: il sindaco il prefetto con le loro signore, e le tre famiglie Delfico. La cont. Delfico entra accompagnata da una sua nipote, un vero mugherin dal bel colore, e da suo maritoil conte, e viene accolta da vivo e prolungato applauso. La sua toilette è di color celeste, guarnita da merletti bianchi: perle e brillanti la rendono splendididssima. La sig. Marconsignori conuna schiera di sue compagne le offre un bouquet fatto portare da Ancona, e il socio Albi legge alcuni versi bellissimi del prof. Sinigaglia, col quale poi la contessa si rallegra ringraziandolo.
Una quadrille di ben 40 coppie vien chiamata egregiamente dal sig. Natali, e vi prendono parte la contessa, l0on. Irelli ed altri invitati. Al tacco, le signore e signorine Delfico, la signora Lipari, la signora Cerulli lasciano man mano le sale, e la contessa viene accompagnata da un lungo stuolo di soci all’ingresso de’ suoi appartamenti.

Note del mio taccuino.
Il buffet è copioso e ben servito dal caffettiere tripletta=rinfreschi, vini, liquori e paste: servizio ben ordinato non ostante la grandissima folla.
Le sale hanno un’aria d’eleganza ch’inamora; peccato però che si solleva una polvere che non è la cosa piùsalutare pe’ nostri polmoni. Gli addobbi delle sale e il disegno del giardino improvvisato nella corte sono opera del giovine ing. Narcisi, di cui abbiam parlato altre volte con meritato favore. Il giardino aveva in mezzo una fontana zampillante, ed in fondo un Bacco dipinto a grandezza naturale.
E con ciò diamo un bravo di cuore agli organizzatori della festa e a tutti coloro che fecero opera per la buona riuscita della medesima. Questa festa lascia un gardito ricordo che non si cancellerà facilmente dalla memoria, ed è buon augurio anche per quella che si ripeterà domani sera nelle stesse sale.

da "Corriere Abruzzese", 22 febbraio 1879
a cura di  Filonico e Accifst

postato da: filonico alle ore 09:24 | link | commenti (2)
categorie: de filippis delfico, delfico, giardini delfico
sabato, 16 settembre 2006

Il sito della famiglia De Filippis Delfico

Il sito della famiglia De Filippis-Delfico (biblioteca e archivio virtuale) è attivo dal 13 giugno del 2005. Fondato da Massimo De Filippis-Delfico (che del sito è il responsabile e il curatore) e da Fausto Eugeni, ospita scritti e contributi di numerosi studiosi; è inoltre punto di incontro degli eredi Delfico e De Filippis Delfico che hanno concesso la pubblicazione di documenti e immagini dai propri archivi privati.
 
L'idea del sito si sviluppò a partire dallo studio della riproduzione fotografica di un dipinto che raffigura Gregorio e Marina De Filippis Delfico ritratti con i familiari in una sala del loro palazzo di Teramo, Il Dipinto (olio su tela?), non firmato ma certamente opera di Bernardino De Filippis Delfico, fu eseguito tra l'inverno del 1843 e l'estate del 1844. La sua attuale ubicazione è ignota. Il tentativo di identificare i tredici personaggi raffigurati (di due quali l'identità è ancora incerta) e il desiderio di recuperare il dipinto originale, hanno condotto naturalmente alla apertura di uno spazio sul web.
 
La riproduzione fotografica, in bianco e nero, è conservata nell'archivio fotografico della Biblioteca Dèlfico: il dipinto riprodotto mostra Gregorio e Marina De Filippis Delfico ritratti, tra il 1843 e il 1844, con i figli e due anziani di incerta identificazione. Marina, figlia unica di Orazio Delfico (1767-1842) e di Diomira Mucciarelli, sposò nel 1820 il nobile napoletano Gregorio De Filippis, conte di Longano, che volle legare al proprio cognome quello dei Delfico per impedirne l'estinzione. Dalla loro unione nacquero nove figli che moltiplicarono la discendenza. 
In prima fila, da sinistra: 1) Melchiorre, 1825-1895, (parzialmente in ombra) seduto al pianoforte; musicista e caricaturista;  2) Personaggio di incerta identificazione; 3) Michele, n. 1840-1905, è il bambino in veste bianca, appoggiato alla madre; 4) Marina, 1802-1867, qui con i due figli più piccoli Michele e Rosina; 5) Rosina, n. 1843, in braccio alla madre Marina;
 6) Gregorio, 1801-1847, seduto, con la figlia Margherita sulle ginocchia; 7) Margherita, n. 1835, seduta sulle ginocchia del padre; 8) Lodovico, 1833-1866, 9) Troiano, 1821-1908, in piedi con i pantaloni chiari; fu patriota, comandante della Guardia nazionale di Teramo e senatore del Regno;  In seconda fila da sinistra: 10) Filippo, 1827-1907, ritratto dietro il pianoforte; patriota e combattente per l'Unità d'Italia. Capo riconosciuto della Massoneria teramana; 11) Personaggio di incerta dientificazione; 12) Aurora, 1829-1895, in piedi alle spalle della madre; condivise con i fratelli la fede nell'Italia unita e sposò il patriota teramano Ambrogio Rossi; 13) Bernardino, n. nel 1823; è lui l'autore del dipinto, lo vediamo sulla destra, riflesso nello specchio mentre lavora al cavalletto.
postato da: accifst alle ore 10:21 | link | commenti (6)
categorie: de filippis delfico, delfico

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