
Presunto ritratto di Rosa De Filippis Delfico, 1885 ca.
(tratto da www.defilippis-delfico.it)
Cronaca Rosa
Vorrei avere la penna di Edmondo de Amicis o il plettro dorato di Alfredo de Musset e il pennello del mio amico della Monica per rendere degnamente le grate e soavi impressioni provate nel gran ballo degli artigiani al palazzo Delfico. Né l’una o gli altri però mi basterebbero, poiché non dovrei essere assonnato come sono, per le veglie delle scorse notti.
Non di meno proviamoci quanto più brevemente è possibile.
La festa è riuscita, sotto ogni aspetto, brillantissima, e l’ordine il più perfetto si è mantenuto dalle 9 pom. Di giovedì alle 7 ant. Di venerdì, ora in cui l’ultimo galop segnava la fine, non certo desiderata, della festa.
Circa cento coppie danzanti si dividevano il terreno delle due grandi Sali elegantemente addobbate. Il nostro bel sesso artigiano ha mostrato tutt’i tesori che racchiude, in forma di simpatici visini, di occhietti assassini, di capigliature morbidissime, di personcine leggiadre, di toilettes quanto semplici altrettanto ben indossate.
Alle 10 le danze erano già vivacissime. Le due sale erano dirette, l’una dal maestro Mannelli, l’altra dal sig. Natali.
Cominciano ad arrivare gli invitati: il sindaco il prefetto con le loro signore, e le tre famiglie Delfico. La cont. Delfico entra accompagnata da una sua nipote, un vero mugherin dal bel colore, e da suo maritoil conte, e viene accolta da vivo e prolungato applauso. La sua toilette è di color celeste, guarnita da merletti bianchi: perle e brillanti la rendono splendididssima. La sig. Marconsignori conuna schiera di sue compagne le offre un bouquet fatto portare da Ancona, e il socio Albi legge alcuni versi bellissimi del prof. Sinigaglia, col quale poi la contessa si rallegra ringraziandolo.
Una quadrille di ben 40 coppie vien chiamata egregiamente dal sig. Natali, e vi prendono parte la contessa, l0on. Irelli ed altri invitati. Al tacco, le signore e signorine Delfico, la signora Lipari, la signora Cerulli lasciano man mano le sale, e la contessa viene accompagnata da un lungo stuolo di soci all’ingresso de’ suoi appartamenti.
Note del mio taccuino.
Il buffet è copioso e ben servito dal caffettiere tripletta=rinfreschi, vini, liquori e paste: servizio ben ordinato non ostante la grandissima folla.
Le sale hanno un’aria d’eleganza ch’inamora; peccato però che si solleva una polvere che non è la cosa piùsalutare pe’ nostri polmoni. Gli addobbi delle sale e il disegno del giardino improvvisato nella corte sono opera del giovine ing. Narcisi, di cui abbiam parlato altre volte con meritato favore. Il giardino aveva in mezzo una fontana zampillante, ed in fondo un Bacco dipinto a grandezza naturale.
E con ciò diamo un bravo di cuore agli organizzatori della festa e a tutti coloro che fecero opera per la buona riuscita della medesima. Questa festa lascia un gardito ricordo che non si cancellerà facilmente dalla memoria, ed è buon augurio anche per quella che si ripeterà domani sera nelle stesse sale.
da "Corriere Abruzzese", 22 febbraio 1879
a cura di Filonico e Accifst