il Plutarco: l'Abruzzo dei libri

... dei periodici, delle fotografie, di Wikipedia e dei siti internet.


Una storia iniziata con "Le vite parallele" di Plutarco, primo libro d'Abruzzo,
stampato all'Aquila nel 1482 dal tipografo tedesco Adam de Rotweil.

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di che parliamo

Utente: accifst
"Il Plutarco" tratta dell'Abruzzo dei libri e dei periodici, del web e di Wikipedia; dell'Abruzzo illustrato e raccontato attraverso le immagini e le fotografie

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lunedì, 04 giugno 2007

IN LIBRERIA DAL MESE DI GIUGNO 2007

ritratto di filippo de titta (1868-1869 ca)
ritratto di Filippo De Titta (1868-69 ca)

D’Annunzio e Filippo De Titta: Carteggio (1880-1922)
e altri documenti dannunziani,
a cura di Enrico Di Carlo, Lanciano, Carabba, 2007

(La biblioteca del particolare, 10. Collana diretta da Gianni Oliva)
clicca  per visualizzare la copertina
 

Un ritratto inedito del d’Annunzio adolescente e giovane è quello che emerge dai documenti pubblicati in questo volume che raccoglie il carteggio con Filippo De Titta e una biografia del poeta che lo stesso De Titta scrisse nei primi anni del Novecento, ma mai data alle stampe.

L’idea di un racconto che documentasse quegli anni di vita di d’Annunzio era maturata, nel maestro di Sant’Eusanio del Sangro, nel 1901, com’è testimoniato da una lettera che il poeta gli aveva inviato il 26 dicembre di quell’anno, in cui confessava al «caro Filippo» che il «libro che mi annunzii – intorno alle memorie della mia fanciullezza e della mia adolescenza, di cui fosti amoroso e fedele testimone – sarà dolcissimo al mio cuore di amico. Sono molto curioso di leggere le lettere che tu conservi e di riavere, a traverso il tempo, qualche riflesso di quell’infantile ardore».

D’Annunzio, in realtà, non si curò mai di favorire la pubblicazione delle “memorie”, forse perché contrariato dal fatto di dover «sopportare il fastidio ed il disgusto di vedermi ristampati aridi esercizî scolastici, prosette ingenue della puerizia e dell’adolescenza, esperimenti di studioso, rifacimenti rapidi, facili zibaldoni, capricci improvvisi, cronache frivole non destinate a vivere se non un giorno o un’ora».

La lettura del racconto e del carteggio (mai riproposto integralmente) consente, inoltre, una più accurata ricostruzione biografica di De Titta, alla luce dei rapporti che egli ebbe con d’Annunzio e con gli altri intellettuali dell’epoca.

visita scheda e ritratti su Delfico.it 

postato da: accifst alle ore 19:01 | link | commenti (1)
categorie: di carlo enrico, d0annunzio gabriele, filippo de titta

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