Mario Zuccarini (Chieti 24 febbraio 1920 - 12 novembre 1996) fu Bibliotecario alla De Meis di Chieti dal 1945 al 1978; giornalista Rai e corrispondente dell'Ansa, ebbe un ruolo importante all’interno dell’UCSI, l’associazione stampa cattolica, prima come vice presidente regionale, poi come presidente della sezione chietina.
Tra il 1960 e il 1985 fu consigliere e assessore comunale, nel partito della Democrazia Cristiana e il 16 maggio 1974 ricevette dalla Giunta municipale l’incarico (che conservò fino alla morte) di Soprintendente del Teatro Marrucino che era stato riaperto il 29 aprile 1972 dopo circa trent’anni di abbandono.
La storia locale e regionale occupò gran parte della sua opera. Si pensi ai volumi sulla processione teatina del Venerdì Santo e ai tanti profili biografici di uomini illustri abruzzesi, comparsi su giornali e riviste specializzate; si pensi all’attività svolta sotto gli auspici della Deputazione abruzzese di storia patria (che lo ebbe socio ordinario dal 1975 e deputato dal 1986); e a quella di segretario dell’Istituto abruzzese per la storia d’Italia dal Fascismo alla Resistenza, dove portò il suo contributo di uomo di cultura.
Di certo, il nome di Zuccarini rimarrà legato, nel campo degli studi, al monumentale progetto di “bibliografia abruzzese”, che si articola in più fasi.
Nel 1956 pubblicò i Contributi alla bibliografia abruzzese. Serie 1., il repertorio, con oltre 1300 voci, si collega alle bibliografie generali del secolo precedente, delle quali conserva l’impianto topografico.
Dopo oltre vent’anni pubblicò, nel 1980, la Bibliografia abruzzese compilata «come repertorio analitico e […] mezzo di sicura informazione di quanto la “De Meis” possiede sull’Abruzzo sia in monografia che in articoli di periodici». A partire dal 1990, il lavoro di raccolta bibliografica produrrà altri tre volumi editi dalla Deputazione abruzzese di storia patria, di cui l’ultimo uscì postumo nell’anno 2000, a cura di Umberto Russo.
Con le oltre diciassettemila voci complessive, lo sterminato repertorio, pur partendo dal materiale della biblioteca chietina, aveva ormai allargato il campo della rilevazione, inclusa la raccolta libraria dello stesso autore (dal testo di Enrico Di Carlo).