il Plutarco: l'Abruzzo dei libri

... dei periodici, delle fotografie, di Wikipedia e dei siti internet.


Una storia iniziata con "Le vite parallele" di Plutarco, primo libro d'Abruzzo,
stampato all'Aquila nel 1482 dal tipografo tedesco Adam de Rotweil.

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Utente: accifst
"Il Plutarco" tratta dell'Abruzzo dei libri e dei periodici, del web e di Wikipedia; dell'Abruzzo illustrato e raccontato attraverso le immagini e le fotografie

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mercoledì, 15 novembre 2006

Crollo del campanile di San Marco nel 1902
Il Campanile di San Marco
Articolo non firmato di Guglielmo Aurini, pubblicato in «Il Nuovo Abruzzo», Teramo, 17 luglio 1902)
 
L'immane disastro che colpisce cosi intensamente l'anima italiana, ha avuto una dolorosa eco nella nostra cittadinanza che l'apprese per mezzo del telegrafo la sera stessa, mentre numerosa e spensierata assi­steva nei giardini Delfico ad uno dei soliti programmi fatti di varietà e di allegria. Ed é difatti ben piena d'angoscia questa notizia che, insieme ad altre minacce tristi, giunge dalla prediletta tra le città italiane, dal mira­coloso paese sorgente su le acque della sto­rica laguna, nel quale la difficile statica degli edifici è sposata alle altezze più inac­cessibili del bello artistico. Pur ieri l'anima italiana trema al pensiero che il Palazzo Du­cale, che il merletto marmoreo del quattro­cento italiano, non subisse un triste evento, ed ecco sopravvenire fulminea, istantanea la caduta del campanile, la distruzione della loggetta, il danno del palazzo reale. Ah la immane perdita dell'arte! Le storiche campa­ne, le statue più belle del seguace di Michelangelo, lo sfondo marmoreo dei due Liston del Favretto son sotto le rovine, e la Chiesa di S. Marco, la porta della Carta, il lato oc­cidentale del palazzo ducale, senza il pendant artistico, si affacciano sulla piazza sublime, i­solate e nude all'occhio del pellegrino ama­tore, che ivi conviene da secoli per trovare quel conforto e quelle emozioni che solo al­l'arte si chiedono e che solo l'arte italiana può dare così dolci, così ineffabili, così con­fortate di ricordi gloriosi! 

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