Vorrei dedicare il mio primo scritto, qui su Plutarco, a Fernando Aurini.
.
Recente pubblicazione di un autore abruzzese che ha pregevolmente riunito, in un bel volume, le testimonianze di amici e stralci di articoli del giornalista ormai scomparso.
.
Un testo che commemora con umanità e solennità la figura di Aurini, noto giornalista sia della carta stampata che della televisione, estrapolando la figura di un uomo di raffinata cultura.
.
L’ho letto in poco tempo, scorre piacevolmente e rapisce, intriga, la curiosità di sapere tutto ciò che c’è scritto lo rende immediato e gioiosamente vero.
.
Ora lo sto rileggendo per apprezzare maggiormente lo stile degli articoli e dei racconti, soffermandomi su aneddoti che mi hanno particolarmente colpito.
.
....
Il volume si articola in due parti, la prima è composta dalle testimonianze e dai ricordi di quanti lo hanno conosciuto, la seconda propone passi dei suoi articoli.
Alcuni sono davvero esilaranti e conditi di rara umanità.
.
Si apprezza soprattutto la capacità del giornalista di far partecipare il lettore al fatto che racconta. Non sono sterili descrizioni di chi riporta le notizie, ma, si legge la sua passione e la straordinaria capacità di rendere vivo l’articolo includendo particolari come il rumore di una porta, il cigolio di un carro, ed altre minuziose descrizioni che si scoprono man mano che si avanza nella lettura.
.
Ho avuto il piacere e la fortuna di incontrarlo molti anni fa quando, ancora studentessa universitaria, iniziavo a frequentare l’ambiente del giornalismo tentando di entrare a farne parte anch’io.
.
Un pomeriggio di aprile, da poco passata Pasqua, in compagnia di amici mi trovai a casa di Aurini. Un signore distinto, maturo, con uno sguardo ricco di curiosità ed un sorriso cordiale che con molta naturalezza iniziò a relazionarsi con noi che eravamo molto più giovani di lui.
.
L’impressione e lo stupore che ebbi fu che i suoi anni fossero solo un indizio anagrafico e che dentro era esattamente come un ragazzo della mia età. L’impatto della sua vivacità culturale e caratteriale lo percepii come un tratto distintivo del suo carattere e della sua generosità.
.
Dopo avermi dato, con sincerità, buoni consigli su come affrontare il mondo della carta stampata, anche in una piccola realtà di provincia, si preoccupò di essere un ospite generoso che con affetto e prodigalità ci condusse nella sua cantina!
Aveva ogni ben di Dio! Prosciutto, salamini, lonze e pane fresco, quelle pagnotte alte tipo casereccio, ed un ottimo vino rosso! Ci rifocillò!
.
Insistette perché accettassimo tutto e ricordo di aver gustato un’ottima, abbondante merenda.
Finito di assaggiare il salato volle passare al dolce, ci offrì dei biscottini con mandorle tostate profumati di vaniglia e limone da intingere nel vino.
.
La sua passione per la cultura, per la buona cucina e l’ospitalità erano davvero reali e tangibili.
Ci allietò con racconti professionali e racconti della sua vita famigliare che ancora sono impressi e vivi nei miei ricordi.
.
Dopo tanti anni posso dirvi che l’incontro con una personalità particolare lascia un segno indelebile nel cuore di chi, come ricordo, la porta con se.
Questo è quello che mi ha lasciato l’incontro con il grande teramano Fernando Aurini.
Sibillacamilla
----